
OLTRE
oltre per me non è un luogo.
È una direzione che prende il cuore quando ha capito tutto, scavare fino in fondo
una persona,
un'idea,
un dolore,
un libro,
e scoprire che dietro non c'è un muro.
C'è un velo.
E poi un altro.
E un altro ancora.
Ha tre anime
la prima è Orizzonte.
Non lo raggiungi mai.
Più corri, più si sposta.
Così come la conoscenza.
Credi di sapere cos'è l'amore,
poi vivi dieci anni accanto a qualcuno
e capisci di non aver capito niente.
Credevi di aver capito la morte,
poi la vedi da vicino,
e tutto cambia.
Ogni verità che la stringi in mano
ti mostra quanto è immenso
ciò che non sai.
Non è una condanna.
È una grazia.
In questo modo non finiremo mai di cercare.
La seconda è Soglia.
Arriva un giorno e la vita ti dice:
ora devi smettere di essere chi sei stato.
Non per aggiungere, per attraversare.
Perdere un padre.
Innamorarsi davvero.
Chiudere la porta di casa per l'ultima volta.
Non torni indietro uguale.
Lo senti nello stomaco,
l'oltre lì.
È paura che trema
e attrazione che chiama
nello stesso respiro.
Il terzo è Silenzio.
Quando tace tutto il rumore,
quando spegni la giornata, i problemi, il mutuo,
i figli, i conti, le rughe,...
cosa resta?
Resta l'oltre, ogni nostra immaginazione, prima che il mondo facesse così rumore.